Diario

Questo è il diario di bordo del P.L.T.

Non tutto quello che accade in questo periodo di quarantena, quello che facciamo, che condividiamo, che progettiamo tutti i giorni, è possibile pubblicarlo su questo sito. Allora la nostra Lidia raccoglierà tutte queste informazioni e ce le racconterà! Anche tu, grande o piccolo che sia, puoi contribuire alla realizzazione di questa pagina con il racconto della tua giornata!

Manda il tuo testo ad uno degli educatori: Lidia lo pubblicherà appena possibile!

con foto d’autore…








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16.03.2020

LE STORIE DI PUNTO E QUARANTENA

parte 1

di Lidia A.


E’ passata una settimana ormai da quando è iniziata la quarantena. “Tutti a casa!” ci hanno detto. In questi giorni la mia vita è cambiata, non vedo più gli amici, non lavoro più e a volte mi sento tanto solo…

Vi starete chiedendo cos’è successo, ora ve lo spiego. Ma partiamo dall’inizio.

C’era una volta…un virus con la corona in testa che ara molto monello. Era un virus furbo e veloce, si nascondeva benissimo e faceva dei lunghi salti per toccare più gente possibile. Fu così che molte persone si ammalarono in fretta. I medici e gli infermieri correvano tutto il giorno con le mascherine in volto per aiutare chi stava male. Le persone non sapevano più cosa fare per fermare questo piccolo, furbo ed antipatico virus. Prima chiusero le scuole, poi le riaprirono ed infine le richiusero ancora. I negozi inizialmente potevano stare aperti, poi solo fino alle 18.00 ed infine chiusero anche quelli. Anche il Punto apriva e chiudeva, apriva e chiudeva. Insomma, un bel pasticcio! Finché un giorno, il capo del governo disse a tutti: STATE A CASA. E quindi: scuole, uffici, negozi, cinema e musei dovettero fermarsi ed insieme a loro si fermò anche il Punto…

“Ed ora che facciamo?” dissero i bambini. “Dove giochiamo?” “Con chi giochiamo?” “Non possiamo più nemmeno giocare a calcio!” I bambini erano tutti un po’ tristi, un po’ arrabbiati ed anche un po’ contenti di non andare a scuola…

Photo by Pexen Design on Pexels.com

Quello che loro non sapevano era che anche il Punto era molto triste. Nessuno rideva più nelle sue sale, nessuno che correva, saltava o giocava. Nessuno che si sedeva a far merenda insieme a lui. Anche il Punto si sentiva solo. E’ vero, a volte i bambini erano un po’ monelli, gli facevano i dispetti, litigavano, rompevano qualcosa…ma lui voleva a bene a tutti loro e gli mancavano tanto. “Chissà cosa staranno facendo? Avranno fatto i compiti? A cosa giocheranno?” pensava Punto.

Ma cosa poteva fare? Punto ci pensò e ripensò per alcuni giorni…finché non ebbe un’idea: se i bimbi non potevano venire al Punto, sarà Punto ad andare da loro! E come fece? – mi chiederete voi – i bambini sono tanti, mica può andare a casa di tutti! E avete proprio ragione! Ma Punto aveva qualcuno che lo poteva aiutare: una squadra di fortissimi supereroi, gli educatori del Punto!

Ma anche loro, per colpa di questo virus tremendo, dovevano rimanere in casa… Punto trovò velocemente una soluzione: “la tecnologia mi aiuterà!” pensò. Prima chiamò tutti i genitori timidamente, senza disturbare troppo e chiese a mamme e papà di poter entrare a salutare i bambini.

di “Punto”

…la storia continua

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